Il Kite o ala, si chiama così perchè Kite in inglese significa aquilone.

Nel corso degli anni in cui questo sport si è sviluppato i materiali e le geometrie delle ali hanno fatto enormi progressi rendendole più affidabli, precise, veloci e sicure.

I kite si dividono per lo più in due categorie, quelli a cassoni e quelli gonfiabili.

I kite a cassoni hanno una struttura flessibile e nessun supporto strutturale. La loro forma viene data perchè sono composti da celle che si gonfiano con il vento che li tiene in forma. Un sistema di briglie funge da attacco per i cavi (o linee) e contribuiscono alla tenuta in forma dell’ala. Sono aquiloni molto leggeri e questa caratteristica contribuisce e mantenerli in volo anche con venti leggeri. Sono ali ottime anche per l’utilizzo a terra per la pratica ad esempio dello snowkite. Non avendo una struttura di supporto di alcun tipo, in caso di impatto al suolo i danni saranno praticamente nulli.

I kite gonfiabili invece sono delle ali che hanno una struttura a camere d’aria (bladders) che, una volta riepita  ne conferisce una forma caratteristica e da corpo alla struttura impedendo il collasso in caso di vuoto di vento. Inoltre, le ali gonfiabili galleggiano in acqua in caso di caduta. Questo permette la completa autonomia in caso di ripartenza che può avvenire in tutta tranquillità dall’acqua. Le ali gonfiabili, sono più veloci e precise e sono ottimali per l’utilizzo nel kitesurf.

I kite gonfiabili ora si sono evoluti in una serie di modelli che rientrano nella categoria di IBRIDI e nascono dall’evoluzione delle strutture SLE o Bow-Kite. Questo tipo di ali ha una forma più “piatta” e questo viene garantito da un sistema di briglie che supporta la Leading Edge (LE) ( o bordo di entrata dell’aria) e ne massimizza la superficie esposta. Le briglie hanno in molti casi un sistema di carrucole sulle linee posteriori che permette un cambiamento di assetto dell’ala in modo più agevole ed immediato. Hanno in genere 4 cavi ma in alcuni casi ne possono avere 5. Questo sistema consente anche di “assorbire” raffiche di vento particolarmente sostenute.

Materiali formativi a cura di Mollusk – prima redazione luglio 2011